Per me sei...


Liberazione. Questo è per me la fotografia. Ogni volta che inquadro la realtà e l'otturatore della mia macchina fotografica si chiude - in quel preciso istante - è come se una piccola parte di me si liberasse diventando luce e finendo con l'impressionare la pellicola o il sensore della macchina fotografica. In quella piccola parte di me..concentrati..vi sono la mia anima, il mio vissuto, i miei sogni, le mie paure, i miei pensieri e i miei desideri. E i miei sentimenti. Per questo credo che le mie fotografie siano come respiri di luce: sono parte del mio essenziale, della mia vita, del mio essere vivo.

E senza respirare, non si vive...

sabato 12 marzo 2011

Breve riflessione sull'atto di osservare

Osservare. Con il passare degli anni credo che il puro atto di osservare, tanto importante per noi fotografi, acquisti sempre più valore (e tempo) all'interno delle nostre giornate. Il guardare diventa così il principale mezzo per ingannare l'attesa e il tempo stesso. In fondo l'osservare è, insieme all'ascoltare, una delle poche azioni che richiede il minimo sforzo fisico. E forse è per questo che, con l'avanzare dell'età, queste due basilari azioni diventano sempre più protagoniste di intere giornate. 
La foto che accompagna questo post è stata scattata durante il carnevale. Sulla strada musica, carri, maschere, gente. Gente in movimento, in festa. E dall'alto, sola e immobile, un'anziana signora osserva dalla finestra. Mi sono fermato ad osservarla per dieci minuti prima di scattare questa fotografia. E lei non si è mossa. Quasi come se la vera fotografia (intesa come "istante bloccato") esistesse già nella realtà. Il mio gesto di fotografare è diventato così una sorta di "continuum" con la realtà; con la sua realtà. Una realtà lenta, capace di trasformarsi in una specie di "fotografia di passaggio" o meglio, una sorta di collegamento tra la realtà da rappresentare e la fotografia che realmente ho realizzato. 


Donna anziana che osserva dalla finestra







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