Per me sei...


Liberazione. Questo è per me la fotografia. Ogni volta che inquadro la realtà e l'otturatore della mia macchina fotografica si chiude - in quel preciso istante - è come se una piccola parte di me si liberasse diventando luce e finendo con l'impressionare la pellicola o il sensore della macchina fotografica. In quella piccola parte di me..concentrati..vi sono la mia anima, il mio vissuto, i miei sogni, le mie paure, i miei pensieri e i miei desideri. E i miei sentimenti. Per questo credo che le mie fotografie siano come respiri di luce: sono parte del mio essenziale, della mia vita, del mio essere vivo.

E senza respirare, non si vive...

giovedì 31 marzo 2011

Giovani in Società


Negli ultimi anni la parola "integrazione" è entrata, attraverso i media, nel nostro vocabolario quotidiano. Non passa infatti giornata che in televisione, sulla carta stampata o sui notiziari online si faccia uso (e talvolta abuso) di questa parola. Negli ultimi giorni poi, con Lampedusa letteralmente invasa da clandestini, in televisione non si parla d'altro. Personalmente credo che il diritto all'integrazione sia una delle tante cose che una Società civile debba riuscire, nei limiti delle sue capacità ricettive e organizzative, a garantire. Al di là delle opinioni personali è però innegabile che in Italia l'integrazione sia uno dei (tanti) problemi da affrontare. Nell'immagine che pubblico vedo uno spaccato reale della nostra Società. Una Società che offre parziale integrazione a chi arriva da fuori e che spesso dimentica, lasciandoli letteralmente alle spalle, il proprio passato e la propria storia in cui, che piaccia o meno, si affondano le radici di noi tutti. E come possiamo chiedere rispetto per la nostra storia quando, talvolta, siamo noi i primi a non rispettarla?



Giovani in Società



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