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| Fotografia Nomade - Milano |
Credo che per un fotografo il concetto di istante abbia una valenza perlopiù ignota alla maggior parte delle persone. Ed è così che già svariate volte mi sono ritrovato a parlare di questi tanto ricercati istanti con persone lontane dalla fotografia, le quali mi ascoltavano attonite dubitando, con ogni probabilità, della mia sanità mentale. Poco male, credo che si debba sapere che la fotografia, in fondo, viaggia al pari con questi istanti e con la loro ricerca e pertanto, credo sia normale che un fotografo attribuisca a loro così tanta importanza. Forse anche chi non è fotografo dovrebbe dare maggiore importanza a questo concetto, specie se, per un motivo o per l'altro, si trova ogni tanto con una macchina fotografica tra le mani. Probabilmente questa consapevolezza basterebbe a rendere di maggior valore le sue fotografie. Se non altro per sé stesso.
Ma parlare di istanti implica la necessità, forse solo personale, di parlare di attese. Credo infatti che siano due lati di una stessa medaglia. Già qualche tempo fa, sempre su queste pagine, avevo scritto qualcosa riguardo le attese. Ritorno quindi sull'argomento, a distanza di qualche mese, perché mi sono reso conto che questa ricerca di istanti/attese avviene anche al di fuori della fotografia; ci ritroviamo quindi, paradossalmente, a vivere nella nostra quotidianità attese in funzione di alcuni istanti. Istanti particolari e ricercati ma anche istanti molto meno importanti, quasi banali; tanto banali che, probabilmente, neanche li notiamo. E' così che magari ci ritroviamo a rimandare una semplice telefonata di alcuni minuti perché in quel momento "non ci va" e gli esempi che si possono fare e in cui ci si può riconoscere sono quasi infiniti. Al pari, attendiamo l'istante giusto prima di fare qualcosa di importante; penso, per esempio, ad un uomo che vuole chiedere la mano della sua sposa; di quante attese si compone quell'attimo? Non essendo una cosa che ho mai fatto non lo posso sapere con certezza, ma credo siano molte.
Ciò che però ha incuriosito il mio intelletto e che ha poi stimolato questa brevissima riflessione riguarda gli istanti perduti. Vestendo l'abito del fotografo già parecchie volte mi è capitato di attendere l'istante giusto per scattare una fotografia senza però riuscire a coglierlo, perdendolo per sempre. Ma nella vita di ogni giorno? Credo capiti la stessa identica cosa. Attendiamo l'istante giusto, quello in cui ogni cosa si trova al suo posto e tutto è perfetto; attendiamo con pazienza il combaciare di ogni "tassello" ma quando finalmente tutto sembra essere perfetto succede qualcosa che blocca la nostra azione e quell'attimo è per sempre perso. Sia in fotografia che nella vita credo di aver perso tanti istanti; ma credo anche che nulla avvenga per caso, quindi forse quell'istante è andato perso proprio perché non era nel suo giusto momento.

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