Per me sei...


Liberazione. Questo è per me la fotografia. Ogni volta che inquadro la realtà e l'otturatore della mia macchina fotografica si chiude - in quel preciso istante - è come se una piccola parte di me si liberasse diventando luce e finendo con l'impressionare la pellicola o il sensore della macchina fotografica. In quella piccola parte di me..concentrati..vi sono la mia anima, il mio vissuto, i miei sogni, le mie paure, i miei pensieri e i miei desideri. E i miei sentimenti. Per questo credo che le mie fotografie siano come respiri di luce: sono parte del mio essenziale, della mia vita, del mio essere vivo.

E senza respirare, non si vive...

martedì 15 maggio 2012

Stecche fotografiche...

Stecche, stecche e ancora stecche. Ultimamente mi capita di incontrarne parecchie. Probabilmente  perché sono ormai abituale frequentatore di blog e Social. Parlo di quelle che di solito chiamo stecche fotografiche..e non sono fotografie tecnicamente o compositivamente sbagliate (che poi nessuno dovrebbe mai avere l'ultima parola in merito, se non l'autore stesso); io parlo di tutte quelle immagini che vengono a mio giudizio rovinate dalle parole, scritte o pronunciate, di chi quelle immagini le ha realizzate. Ed è quasi un paradosso, perché in linea teorica la parola dell'autore dovrebbe essere uno strumento al servizio del "consumatore" per aiutarlo a comprendere eventuali passaggi complessi del nostro linguaggio artistico. Nella realtà spesso mi capita di trovare una fotografia interessantissima e di perdere poi ogni interesse dopo aver letto commenti o note dell'autore; questo perché da quelle parole viene fuori la sua totale inconsapevolezza e il suo tentativo di nasconderla ricorrendo a banali giochetti di parole. Le parole sono importanti specie quando hanno il nobile compito di rendere più agevole la "lettura" di una fotografia. 
Un fotografo che non sa usare le giuste parole per le sue fotografie, secondo me, è un fotografo a metà. 








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