Per me sei...


Liberazione. Questo è per me la fotografia. Ogni volta che inquadro la realtà e l'otturatore della mia macchina fotografica si chiude - in quel preciso istante - è come se una piccola parte di me si liberasse diventando luce e finendo con l'impressionare la pellicola o il sensore della macchina fotografica. In quella piccola parte di me..concentrati..vi sono la mia anima, il mio vissuto, i miei sogni, le mie paure, i miei pensieri e i miei desideri. E i miei sentimenti. Per questo credo che le mie fotografie siano come respiri di luce: sono parte del mio essenziale, della mia vita, del mio essere vivo.

E senza respirare, non si vive...

martedì 17 dicembre 2013

Improvvisazioni...



E' da un po' di tempo che non passo da queste parti ma in fondo non credo di aver mai detto che un tempo ci dovesse essere. L'unica cosa che qui si può trovare è il bisogno. Il bisogno di scrivere, il bisogno di condividere, il bisogno di comunicare. Il mio bisogno. E dunque eccomi qui. Il perché questo bisogno abbia scelto di uscire proprio in questa mattina non lo so e onestamente neanche  mi interessa. Quello che so è che come tante altre mattine sono uscito di casa intorno alle otto e trenta. Il cielo è terso e l'aria è secca e fredda. Di quel freddo che ti fa seccare la pelle ma che in fondo è meno fastidioso del freddo che porta l'umidità. La campagna intorno a casa è interamente bianca, coperta da un velato strato di brina. Il paesaggio ha un fascino che rapisce e io non pongo resistenza. Mi abbandono al suo richiamo e devio dalla strada che avrei dovuto fare prendendo una breve strada di campagna. Dopo pochi metri accosto con l'auto, la spengo e scendo. Sono in riva alla Corsica, un rio che attraversa diversi paesini intorno a casa. Nel mio paese la peculiarità di questo rio è che l'area ai lati del letto è paludosa e fitta di vegetazione. C'è poi un piccolo ponte che l'attraversa usato principalmente dai contadini che lo percorrono con i loro mezzi. Mi fermo al centro e mi appoggio con i gomiti sulla gelida ringhiera in ferro. Intorno a me si sente solo il rumore di un trattore, in lontananza. La natura ha freddo e il silenzio, benché il sole si stia alzando, è imperante. Io osservo. Osservo quel silenzio coperto, di tanto in tanto, dalla nebbia del mio respiro e scatto una fotografia. 




Il Rio Corsica a Guazzora 




Un ricordo aleggia dentro di me. Torno ragazzino, quando ancora, per via dell'età, si poteva girare solo in bicicletta e in alcuni pomeriggi capitava di fermarsi sul ponte della peschiera di Sale. (Lo chiamo in questo modo perché nei pressi del ponte il Rio viene deviato ed utilizzato per la pesca sportiva e nel gergo del paese quest'area è da tutti conosciuta come peschiera.) 
Il ricordo in me si fa forte a tal punto da far emergere la necessità di andare in quel luogo. Riprendo così l'auto e mi sposto. Saltuariamente mi capita di attraversarlo ma sono anni che non mi fermo. Quando arrivo noto che nulla è cambiato. Nonostante i vent'anni che sono passati il vedere che tutto è come era una volta mi lascia una piacevole sensazione. Le stesse piante, la stessa conformazione e lo stesso odore, spesso nauseabondo specie nei mesi estivi, dovuto allo scarico della fognatura. Mi fermo e il mio osservare si mischia al ricordo. Gli amici di allora, la vita di allora, i problemi di allora. Pensare a quanto son cambiate alcune cose in un luogo in cui tutto è davvero immutato fa uno strano effetto. Ma in fondo questa è un po' una magia del tempo e delle vite che insieme decidono cosa va e cosa non va cambiato. In compagnia dei miei ricordi mi fermo ancora un po' a guardarmi intorno. Poi scatto una fotografia e penso a quanto sia affascinante cambiare. 




Il Rio Corsica a Sale

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